Volevo solo scrivere codice

Alberto Brandolini (19.Nov.2011 at 14:30)
Talk at Italian Agile Day 2011 (Italian)

Rating: 4 of 5

Volevo solo scrivere codice

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Comments

Rating: 4 of 5

19.Nov.2011 at 15:11 by Filippo De Santis (44 comments)

Un gran bel talk che parla di motivazione, apprendimento e crescita.

Rating: 4 of 5

20.Nov.2011 at 13:51 by Daniel Londero (74 comments)

Talk che sicuramente fa riflettere. Alberto poi riesce sempre a trovare il giusto mix di ironia, serietà e allegria da dare alla presentazione. Un po' dubbioso sulle pause fatte per dare modo ai presenti di confrontarsi: non si rischia di perdere troppo il "potere" da parte dello speaker?

Rating: 4 of 5

20.Nov.2011 at 15:09 by Michele Orselli (86 comments)

Concordo con Filippo e Daniel. Bel talk, punto.

Rating: 4 of 5

21.Nov.2011 at 11:01 by cphp (11 comments)

Il talk mi è piaciuto molto, vedere il processo di scrittura software anche come un processo di apprendimento apre riflessioni e coinvolgimenti ai quali non avevo mai pensato.

Rating: 3 of 5

21.Nov.2011 at 17:59 by Andrea Maietta (6 comments)

Ottimo il consiglio della retrospettiva in treno, che ho già applicato tornando a Milano. Forse un po' troppo tempo lasciato per la compilazione dei fogli da parte del pubblico, probabilmente avrei preferito ricevere le istruzioni e farlo in un secondo momento, magari insieme alle persone del mio team una volta tornato in ufficio.

Rating: 5 of 5

22.Nov.2011 at 00:47 by Andrea Rodriguez (29 comments)

Argomenti forti esposti con la consueta ironia e ritmo di ZioBrando; anche qui un po' freddina l'interazione col pubblico (compilazione dei fogli). Bella.

Speaker comment:

22.Nov.2011 at 09:39 by Alberto Brandolini (19 comments)

Ciao a tutti e grazie per i commenti.

Faccio un po' di "disclosure":
- per il timing ho usato me stesso come cavia... cercando di non barare. Ma questa era la prima edizione live. Io ho osservato un po' le persone ed aggiustato in base al "facciometro". Però il rischio di avvallamento c'era.
- uno dei punti che volevo affrontare era anche la differenza nella vividezza del ricordo nel primo caso (solo scrivere) e nel secondo: scrivere e discutere. In generale c'è bisogno di entrambe le fasi: la riflessione personale e la condivisione verbale.
- il foglio aveva l'obiettivo anche di essere un piccolo "catalizzatore" e/o di incuriosire. Probabilmente la triste struttura tabellare ha avuto un'effetto controproducente.
- se qualcuno il giorno dopo si è trovato a ripensare a quento scritto sul foglio o a quanto condiviso con i colleghi allora sono riuscito a fare qualcosa di utile.

Rating: 5 of 5

22.Nov.2011 at 10:49 by Antonio Gagliardi (5 comments)

Come al solito ZioBrando è fuori dagli schemi e ci parla di "apprendimento" che nelle aziende sembra essere diventata una bestemmia, nel migliore dei casi.

Sicuramente slide e tempi si possono sistemare, così come la tabella su carta ma l'idea da quasi "terapia di gruppo" è valida sopratutto se al talk ci si è andati con colleghi o ex-colleghi con i quali certe esperienze si sono condivise.

Speaker comment:

23.Nov.2011 at 16:38 by Alberto Brandolini (19 comments)

Altra riflessione che condivido: tra i tremila dubbi che mi hanno assalito prima della presentazione c'è stato ovviamente anche quello relativo al formato della raccolta feedback. Mi sembra che sia stato quello più controverso: quindi espongo il mio brainstorming, non si sa mai che non ne salti fuori qualcosa.

[Questionario o domande dirette] Ho preferito la presenza di un oggetto fisico rispetto alla domanda, perché speravo fungesse da catalizzatore. La stessa domanda fatta oralmente avrebbe probabilmente avuto meno coinvolgimento. Non ho usato una carta qualsiasi, ma una un po' più carina. Probabilmente non abbastanza carina (credevo fosse più spessa) o troppo liscia.

... mi pare comunque di capire che il "questionario" sia un formato che emotivamente non risulta particolarmente gradito.

[Titoli già scritti oppure no] Ho usato il mattone e la lampadina ed ho evitato di scrivere le domande, per "seminare un indizio" senza scoprire la carte prima del necessario. Mi ha fatto perdere un po' di tempo, ma quello era calcolato. La curiosità però non è stata abbastanza stimolata... :-( La prossima volta magari una bella busta con un punto interrogativo, oppure faccio spegnere la luce e vi ritrovate con la sorpresa sul tavolo...

[Formato delle domande] La tabella probabilmente è l'aspetto peggiore. Probabilmente una sorta di radice di mindmap potrebbe essere un formato più interessante.

[Firmare e raccogliere] Avevo ragionato sulla possibilità di firmare il foglio, per creare un legame più forte tra voi e ciò che avete scritto. Ma temevo l'effetto "Brando sta raccogliendo dati statistici". Per lo stesso motivo ho evitato (ma non sono completamente convinto) di agganciare una raccolta dati posticipata sull'esito del questionario. Ho scelto di lasciare tutto a voi. Voi ne conoscete il valore.

[Dare solo il compito] per me era fondamentale che la riflessione fosse condivisa con qualcuno. Una riflessione personale è utile. Ma una riflessione ad alta voce è estremamente più efficace.

[Contesto] Un altro aspetto chiave per l'efficacia dell'assimilazione è il contesto. Era un "giorno speciale" per cui metà del problema era risolto da solo... ma non so se sala ed ambientazione erano ottimali. l'atmosfera rilassata e senza pressione per me facevano parte dei requirements.

Grazie ancora :-)

Speaker comment:

30.Nov.2011 at 12:49 by Alberto Brandolini (19 comments)

Un po' di argomenti correlati li ho appena postati sul blog: http://ziobrando.blogspot.com/2011/11/denial-won-help-you-learning.html

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